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Come cambia la vita di coppia con l’arrivo dei figli

C’è poco da fare, l’arrivo dei figli comporta molti cambiamenti: ruoli, responsabilità, tempi, spazi personali e routine si modificano.  Persino gli odori cambiano! La casa, improvvisamente, profuma di bebè ed è “invasa” da sue cose. In questo articolo lo psicoterapeuta e sessuologo Carlo Ricci ci spiega come affrontare al meglio l’arrivo di un nuovo membro della famiglia!

Alcuni di voi diranno: “È normale che cambi la vita, cosa si aspettano certi genitori?”. E in parte è vero: non possiamo pensare che uno o più figli non comportino importanti modifiche nella vita personale e di coppiaAttenzione però a non giudicare con troppa facilità, perché non siamo tutti uguali. Ogni persona, infatti, sperimenta sensazioni e vissuti personali e un figlio si inserisce all’interno di “quei vissuti”, che vanno sempre accolti e rispettati!

La vita di coppia dopo la nascita di un figlio cambia notevolmente, a volte in meglio, altre un po’ meno

Il passaggio da due a tre comporta sempre, in maniera più o meno evidente, la modifica degli equilibri esistenti nella coppia. Tali modifiche, anche se avvengono apparentemente con gioia per la nascita del bimbo, comportano comunque, da parte dei partner, uno sforzo emotivo per ritrovare insieme un nuovo equilibrio di coppia nella genitorialità.

Non dimentichiamoci che quando nasce un bimbo nascono anche una mamma e un papà. Siamo quindi tre neofiti che sperimentiamo emozioni nuove, talvolta contrastanti, che dobbiamo imparare a conoscere ed accogliere.

E se la coppia va in crisi?

Niente paura! Se affrontata nel modo opportuno, la crisi può diventare una risorsa! Lo stato emotivo dei neo genitori, i cambiamenti improvvisi, la stanchezza e la difficoltà di comunicare portano molti partner ad attraversare momenti di crisi non sempre facili da affrontare. Spesso, però, si parla di crisi pensando che sia una cosa negativa, da scongiurare. In realtà la parola “crisi” letteralmente significa“cambiamento rapido, improvviso, con effetti più o meno gravi e duraturi” e un figlio comporta un cambiamento improvviso fra i partner, uno scossone emotivo e relazionale.

Ciò che deve preoccupare non è però la crisi in sé, ma il perdurare della crisi.  Molte coppie, infatti, risolvono in modo piuttosto semplice le conseguenze della crisi (cambiamento), parlando, confrontandosi e mantenendo spazi affettivi di coppia. Altre invece, per farlo, devono percorrere strade più impegnative e talvolta dolorose.

Perché spesso le coppie si allontanano con l’arrivo dei figli?

Ci si allontana innanzitutto perché il focus attentivo si è spostato sul bimbo, sui suoi bisogni e sul nostro bisogno di “fare bene”, di non sbagliare, lasciando poco spazio o a volte azzerando completamente lo  sguardo su noi stessi, sul partner e sui reciproci bisogni di vicinanza e affetto.

Questo è il nodo cruciale. Ci si perde, sia a livello individuale che di coppiaAmmettere ciò non vuol dire dare colpe al bambino, ovviamente, ma riconoscere che improvvisamente i partner si trovano a dover gestire nuove emozioni e la presenza di una terza persona fra loro.

Il senso di perdita, dunque, è legato agli equilibri personali e relazionali. Si sperimentano emozioni così forti da avere la sensazione di dover rivedere tutte le priorità che fino alla nascita del bimbo si credevano legge. Pensiamo alle ambizioni lavorative, le amicizie, il rapporto col partner, la sessualità e il modo in cui si affrontano gli eventi della vita.

Ciò che diventa prioritario, a mio avviso, è iniziare a parlare delle proprie difficoltà come persone, come genitori, come partner. Perché conciliare tutto non è semplice, ma – a volte – il problema più grande è che fatichiamo ad ammettere di aver bisogno di un aiuto, di un momento di confronto per cercare di uscire da quell’unico punto di vista o da quella situazione che ci stanno impedendo di essere davvero felici.

Modificare gli equilibri raggiunti dalla coppia significa imparare a pensarsi e vedersi coppia nella genitorialità, riconoscendo i bisogni affettivi del bambino senza trascurare i propri e quelli del partner.

Cosa non dobbiamo dimenticare

  • Che abbiamo affrontato un grande cambiamento e i cambiamenti non sono sempre facili da affrontare!
  • Che prima di essere genitori eravamo e siamo una coppia.
  • Che dobbiamo chiedere aiuto se ci sentiamo stanchi e/o in difficoltà.
  • Che non ci sono più stanchi e meno stanchi (non è una gara!…siete stanchi entrambi).
  • Che  è inutile irrigidirsi sui “dovresti” e sui “vorrei” ( Impariamo a chiedere e a condividere con il nostro partner).
  • Che avete bisogno di stare insieme da soli per potervi “ritrovare” (trascurare intimità e sessualità è un grave errore che si paga nel tempo!).
  • Che il vostro bimbo vuole due genitori felici e sorridenti (quindi attenti anche ai propri bisogni e non solo ai suoi).
  • Che anche se non avete voglia di uscire perché siete stanchi vedere degli amici e non parlare di bebè vi farà bene.

Pensare, raccontare e condividere la genitorialità: la consulenza del Dott. Carlo Ricci

L’esperienza della genitorialità è spesso solo vissuta dai partner e poco raccontata. La coppia diventa subito operativa per il bambino e difficilmente trova il tempo di fermarsi per condividere emozioni e stati d’animo.

È possibile rivolgersi al Dott. Carlo Ricci per una consulenza breve, specifica per i neo genitori: uno spazio di coppia dove i partner potranno ritrovarsi, raccontarsi e ascoltarsi, trovando insieme le risorse utili per condividere in modo sereno e complice la gioia della genitorialità.

Per maggiori informazioni o per un appuntamento:
tel. 339.8530892 –  info@carloriccipsicoterapeuta.it

www.carloriccipsicoterapeuta.it        

Volete scoprire qualcosa di più sul Dott. Carlo Ricci, sulla sua attività di psicoterapeuta e consulente di coppia? Leggete l’articolo che gli abbiamo dedicato!

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