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Zona Ovest Danza: danzare a Parma dalla più tenera età

Con l’inizio dell’anno scolastico ripartono i corsi di propedeutica di Zona Ovest Danza! 

“Un modo per avvicinare anche i più piccoli alla danza tramite giochi che mirano all’approfondimento del senso del ritmo, del movimento e dell’ascolto musicale” come spiega l’insegnante Rosita D’AielloUn metodo per avvicinarsi alla disciplina della danza dedicato esclusivamente ai più piccoli affinché possano iniziare a prendere coscienza del proprio corpo, dei movimenti che esso compie, dello spazio che occupano, perché possano imparare a stare in gruppo e appassionarsi all’arte della danza.  Se pensate che la danza sia una disciplina troppo rigida e troppo dura per bambini così piccoli, scoprirete che questo processo è un modo perfetto per acquisire consapevolezza di sé e degli altri, degli spazi e anche dei ruoli giocando e divertendosi.

Da che età partono i corsi di Zona Ovest Danza?

Le bambine e i bambini sono divisi per fascia d’età, c’è il gruppo “Primi Passi di danza” che va dai 3 ai 4 anni, il gruppo “ Propedeuticadai 5 anni e poi si procede col “Corso di tecnica classica” che va dai 6-7 anni in suÈ importante per me che i bambini comincino danza da piccolissimi intorno ai 3, 4 anni,  grazie alla danza e al movimento maturano coscienza e conoscenza del proprio corpo, più si muovono e più imparano. Il concetto di gruppo per me è di fondamentale importanza, bisogna imparare dove e come ci si muove perché non si è da soli e per questo è necessario considerare gli altri e i loro spazi, ma non solo, gruppo per me significa fare le cose assieme, quindi bisogna stare attenti e concentrati per guardare gli altri bambini e potersi muovere all’unisono. Attraverso la ripetizione dei vari giochi/esercizio proposti i bambini riescono ad acquisire sempre più sicurezza e consapevolezza e alla fine dell’anno i miglioramenti sono facilmente visibili.

Quanto durano i corsi e quante lezioni a settimana ci sono?

I corsi vanno da ottobre a maggio, seguendo le festività del calendario scolastico. Per la fascia primi passi di danza, dai 3 ai 4 anni c’è una lezione a settimana. Il corso ha una durata di tre quarti d’ora per mantenere viva l’attenzione dei piccoli allievi e far sì che la lezione non si riveli per loro pesante, o stancante. La fascia dei 5 e dei 6-7 anni è sempre una volta a settimana, ma la lezione dura un’ora, e dai 7-8 anni in su, le lezioni sono 2 volte a settimana. I gruppi sono composti di un massimo di quindici bambine e bambini.

Come si svolge una lezione a Zona Ovest Danza?

La fascia Primi Passi di danza tramite degli esercizi/gioco impara a conoscere il proprio corpo, a muovere i piedi, a conoscere le prime posizioni delle braccia, a muoversi nello spazio con diversi appoggi, sulle mezzepunte come le fate, a quattro zampe come i gatti, col sedere in su come gli elefanti, più alti possibile come le giraffe, accovacciati come una chiocciola. Particolare attenzione è posta all’ascolto musicale, ci si avvicina ai concetti di lento-veloce, piano-forte, mi muovo quando c’è la musica, sto immobile come una statua quando la musica si ferma. Quando noto che i bambini si sentono sicuri nella ripetizione di questi esercizi introduco qualche piccola sequenza di passi da memorizzare. Solitamente con i piccoli lavoro in cerchio ed è utilissimo per far capire loro il concetto di unisono, del muoversi assieme, e far sì che trovino sempre in me un riferimento da imitare.

Con il gruppo Propedeutica dei 5 anni oltre alla scoperta del proprio corpo gli esercizi mirano anche al potenziamento dei muscoli, si prende dimestichezza con le prime posizioni, di gambe e braccia. Lo spazio della sala diventa qualcosa da attraversare con la marcia, i saltelli, le corsette, ben cadenzati sulla musica. Il gruppo compone delle vere e proprie figure, il cerchio, il serpentone, sparsi nello spazio o vicini a grappolo. Memorizzare i passi diventa più semplice, di conseguenza le coreografie proposte hanno una durata maggiore.

A partire dai 6-7 anni inizia un avvicinamento alla tecnica classica, le posizioni di gambe e braccia si imparano a memoria,  si comincia in centro seduti per risvegliare e potenziare l’elasticità del proprio corpo, poi in piedi, perfezionando la coordinazione di gambe e braccia che si muovono assieme, si attraversa lo spazio con le diagonali dei vari passi imparati in centro e vengono introdotti gli esercizi alla sbarra che richiede molta concentrazione e memoria.

Solitamente i corsi terminano con il saggio finale presso il Teatro al Parco. Lavoro molto durante l’anno per far sì che il saggio sia un momento di festa e di unione, non un esame al quale sottoporsi. Sono consapevole che per i più piccoli, nonostante i miei sforzi, potrebbe essere stressante di conseguenza permetto alle mamme di decidere se partecipare oppure no.

Durante l’anno è possibile per i genitori vedere il lavoro svolto durante le lezioni. Per la lezione di prova, quando ci si conosce per la prima volta, preferisco che i genitori vedano solo un estratto della lezione, è permesso restare in sala circa 15 /20 minuti per far sì che i bambini non si distraggano. Prima di Natale e alla fine dell’anno invece c’è una vera e propria lezione aperta dove i genitori fanno da pubblico e sono invitati a incoraggiare e sostenere con applausi i piccoli danzatori. È importante per me, tramite queste lezioni aperte, potere avvicinare grandi e piccini, danzatori e spettatori alle regole di buon comportamento che bisogna tenere in teatro.

Come mai solo danza classica?

Io insegno anche tecnica contemporanea, ma sono convinta che partire dalla danza classica sia fondamentale per un primo approccio alle basi della danza.

È possibile inserire anche bambini e bambine con disabilità?

Certo, dipende dal livello e dal grado di disabilità, comunque sì. Solitamente chiedo un colloquio con i genitori affinché mi illustrino la situazione.

La danza è una disciplina in cui ci vuole rigore, volontà e, appunto, disciplina: come si coniugano questi aspetti con bambini così piccoli e così tanti tutti insieme? Cosa torna indietro del tempo trascorso con loro?

Prima di essere una disciplina, la danza è un’arte, in essa si trovano movimento, musica e armonia. Il mio compito sta nell’accogliere i piccoli allievi desiderosi di muoversi sulla musica e dare una forma e un nome alle loro manifestazioni spontanee di movimenti, danze e saltelli. Il mio lavoro sta nell’avvicinare i bambini a un’arte che richiede una disciplina delle regole e uno sforzo fisico senza far sì che perdano l’entusiasmo iniziale e la curiosità. Con i bambini il tutto si coniuga facilmente attraverso un approccio graduale. Va chiarito che per loro è un passatempo e non tutti devono necessariamente diventare ballerini. Le regole riguardanti lo stare in silenzio, rispettare lo spazio degli altri, essere attenti e concentrati, fare le cose assieme come gruppo sono date per potere giocare, divertirsi, imparare al meglio. Quando mi rendo conto che questo messaggio passa all’interno del gruppo, e che i bambini si fidano delle mie indicazioni, come ad esempio stare in silenzio per avere la possibilità di ascoltare meglio la musica, allora capisco che una parte del mio lavoro è stata fatta.

Cosa restituisce un lavoro con bambini così piccoli, cosa c’è oltre un esercizio svolto bene o aver imparato una piccola coreografia?

Ci sono bambini che mi seguono dai primi anni e vederli crescere e appassionarsi è gratificante. Dietro a un esercizio svolto bene o all’avere imparato una piccola coreografia, mi auguro resti una continua curiosità verso il mondo della danza, ma anche un legame con gli altri bambini del gruppo che hanno condiviso questa passione assieme a loro.

Quali sono in genere le reazioni e le impressioni dei genitori, invece?

Quando facciamo i saggi e le lezioni aperte ci sono sempre un’emozione e una commozione palpabili. La danza, a mio parere, per sua natura muove e commuove allo stesso tempo. Vedere i piccolini che coraggiosi attraversano lo spazio buio della scena per mettersi in posizione è una delle emozioni che mi permette di amare il mio lavoro. È inoltre gratificante costatare insieme ai genitori come anche i bambini più attivi e vivaci possano trovare piacere nello sforzo fisico e nell’incanalare tutte le proprie energie nei passi che compiono.

Sono in tanti a proseguire con la danza, dopo?

In molti esprimono fin da piccoli il desiderio di provare danza e in genere chi segue il corso dei 3-4 anni poi si prenota già per l’anno successivo. Altri provano perché magari iscritti dai genitori e ne rimangono comunque entusiasti. Man mano che crescono è emozionante notare quanto impegno mettano nel cercare di coniugare gli impegni scolastici con quelli della danza. Ad ogni modo io continuo a lasciare i miei allievi liberi di scegliermi di anno in anno, perché quel che ci lega va ben oltre promesse, complimenti e pubblicità, e credo che riconoscendo questo  sia ancora possibile riconoscere la danza come un’arte e darle il giusto valore.

I corsi iniziano a ottobre e per le lezioni aperte di settembre bisogna prenotarsi in base ai posti disponibili!

Ecco tutti i contatti di Zona Ovest Danza

Rosita D’Aiello
tel 329.5731985
mail zonovest@yahoo.it – rositadaiello@gmail.com
web www.zonaovestdanza.com

Tutte le fotografie pubblicate in questo articolo sono @Roberto Ricci.

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