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Pensare con le mani

Oggi vi proponiamo un articolo scritto per noi dalla nostra esperta pedagogista Giovanna Rodolfi dello Studio DiSegni. Giovanna ci parla del disegno come mezzo di espressione per i bambini e come strumento di comprensione, mediazione e contatto con i bambini per gli adulti. Leggete l’articolo qui sotto per scoprire di più sull’argomento.

Ripensare e rivoluzionare l’agire educativo

In un momento in cui siamo stati chiamati a ripensare e talvolta rivoluzionare il nostro agire educativo, vi sono alcuni elementi che rimangono inamovibili e acquistano un’importanza sempre maggiore. Primo tra tutti è la necessità di una relazione autentica e costante del bambino con il gruppo dei pari e con contesti ‘altri’ rispetto alla dimensione domestica che per tanti mesi ha rappresentato l’unico orizzonte possibile a cui fare riferimento. Un altro punto imprescindibile per garantire uno sviluppo armonico del bambino è la possibilità di esprimere liberamente la propria creatività, per acquisire consapevolezza di sé, fiducia e autostima per esempio attraverso la rappresentazione grafica.

Il disegno come strumento per avvicinarsi alla realtà interiore del bambino

Per molti autori ‘disegnare’ e ‘giocare’ sono sinonimi (M. Klein affermava che il disegno e il gioco vanno interpretati congiuntamente): infatti entrambe le attività sono fondamentali per comprendere il vissuto del bambino e le sue emozioni, sia positive che negative. 

In particolare, nel disegno i bambini riproducono una realtà interiore e non visiva anche quando utilizzano dei modelli reali da copiare, traducendo ciò che vedono in immagini mentali e successivamente in intricati schemi psico-motori coordinati. La resa grafica di tali schemi dipende in larga misura dall’età del bambino, ma l’utilità di tale resa per entrare nel suo mondo è sempre garantita poiché quando un bambino disegna se stesso o le persone importanti della sua vita, non si limita a riprodurre delle sagome, ma attraverso la simbolizzazione e l’astrazione ci parla di loro. 

Il disegno è connaturato alla storia di ogni uomo e alla storia dell’uomo sulla Terra

Per questo la rappresentazione grafica nasce con l’uomo, sia per quanto riguarda l’individuo che la specie. Nel primo caso, dal momento in cui il bambino è capace di tenere in mano una matita e si rende conto che, muovendola in un certo modo, riesce a lasciare traccia di sé e a comunicare, comincia a scarabocchiare ogni cosa gli si presenti davanti.

Allo stesso modo, l’utilizzo del disegno rappresenta la forma di scrittura più antica, visto che in ogni parte del mondo vi sono prove che evidenziano come l’uomo abbia da subito esercitato la sua capacità simbolica e l’attitudine a comunicare attraverso il gesto grafico.

Sia l’osservazione del disegno che la sua produzione influiscono direttamente sulla nostra corteccia cerebrale stimolando diverse aree a cui fanno riferimento diverse funzioni, quali la percezione, l’attenzione, la memoria, l’emozione e perfino il movimento attraverso la sollecitazione dei ‘neuroni – specchio’.  

Il disegno come luogo di connessione con il mondo dei bambini

Il disegno rappresenta un luogo di mediazione, un’area condivisa che connette il mondo dei bambini con quello dei grandi, in cui valgono regole ‘altre’, indipendenti dalla realtà adulta e comunque vere.

Quando ci accostiamo a un’immagine, per esempio, seguiamo con naturalezza regole universali presenti fin dalla nascita lontane dalle leggi fisiche e dalla dimensione spazio-temporale. Esse ci permettono di estrarre dagli oggetti percepiti degli elementi chiave come i contorni, le intersezioni, gli incroci di linee e i punti di congiunzione anche se non esistono. Usiamo queste regole per discernere oggetti, persone e volti; per accertare la loro collocazione nello spazio; per ridurre l’ambiguità e, infine, per costruire mondi visivi di grande finezza, bellezza e valore pratico. I nostri cervelli creano molto di più di ciò che vediamo, portandoci a vedere ‘ciò che dovrebbe essere’ in luogo di ‘ciò che in effetti è’. Il completamento inconsapevole delle immagini, per esempio, è un processo molto comune indotto dalla natura che di continuo obbliga l’uomo a mettere in atto tali processi. 

Il cervello è quindi in grado di riconoscere un oggetto anche da pochi tratti simbolici, come accade per il volto umano, per individuare il quale sono sufficienti alcuni tratti che rappresentino gli occhi, il naso e la bocca. Un esempio illuminante in questo senso è rappresentato da Le paysage de Baucis di René Magritte. Pensandoci bene, è esattamente quello che fa un bambino quando disegna un volto e, verso i 3-4 anni, comincia a combinare più segni che costituiscono un aggregato dando vita alla prima fase pittorica. 

Tale rappresentazione dopo i 4-5 anni acquista un valore importante come strumento di indagine psicopedagogica poiché su di essa il bambino inizia a proiettare vissuti e conflitti, mentre dal punto di vista della riproduzione della realtà esterna incontra ancora varie difficoltà quali la definizione grafica dei contorni, la collocazione spaziale degli oggetti, il rispetto delle dimensioni. Dai 5 agli 8 anni il bambino riesce a posizionare ciò che vuole rappresentare al posto giusto e i disegni cominciano a somigliare alla realtà, pur nella condivisione con gli adulti di regole interpretative avulse dalla realtà.

Il valore della libera espressione creativa si manifesta quindi in modi differenti e molteplici e comprende anche la funzione dell’apprendimento, sia scolastico che informale. In altri termini, l’apprezzamento della rappresentazione figurativa e l’espressione della propria creatività fanno crescere. 

Studio DiSegni: uno spazio in cui lasciare “segni” di sé

Anche per questo lo Studio DiSegni si chiama così, proprio per sottolineare l’importanza di avere uno spazio in cui potersi esprimere e in cui lasciare traccia di sé, trovare e condividere significati, fare la differenza, portare e acquisire colore, imparare ad apprezzare la differenza propria e degli altri, muoversi al proprio ritmo e seguendo la propria musica interiore.

Il progetto “Pensare con le mani”

Credendo fermamente in questi presupposti, Studio DiSegni continua a proporre ai bambini e ragazzi il progetto ‘Pensare con le mani’, ad integrazione dei percorsi di consulenza scolastica o sotto forma di attività e laboratori creativi su appuntamento che da sempre ne contraddistinguono l’offerta educativa, nella consapevolezza che garantire la possibilità di esprimere le proprie emozioni in un luogo e un tempo dedicati all’ascolto sia, ora, più che mai necessario.

Tra le varie attività che svolgiamo, oltre alle lezioni di disegno, alcune tra le più apprezzate sono: tessitura, creazione di burattini, autoritratto, costruzione di un libro, stencil su tessuto, castelli di cartone, cartapesta, pittura su sassi, oltre ai laboratori di scrapbooking e cartonnage.

Nel rispetto scrupoloso delle norme anti-Covid, i laboratori sono esclusivamente individuali e su prenotazione. Gli spazi ampi di Studio DiSegni e l’osservanza di tutte le misure di prevenzione previste (uso della mascherina e dei guanti, distanziamento, sanificazione delle mani, degli strumenti e degli arredi con prodotti specifici e infrarossi) consentono di svolgere le attività indicate nella più assoluta tranquillità.

Per scoprire di più sullo Studio DiSegni, diretto dalla nostra esperta pedagogista Giovanna Rodolfi, leggete qui l’articolo dedicato!

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