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Pasqua in USA: alla scoperta delle egg hunts!

Prima di Natale ci eravamo lasciati con l’Elf on the Shelf e ora che Pasqua è alle porte ci ritroviamo con un’altra tradizione americana: l’Egg Hunt, ovvero la caccia all’uovo. Negli Stati Uniti nel periodo che precede Pasqua si moltiplicano le “Egg hunts”, cacce al tesoro per i bambini che hanno come obiettivo la ricerca e il recupero di quante più uova possibile. 

Il rito comincia con l’acquisto del cestino per la caccia all’uovo: già da febbraio nei negozi e nei supermercati compaiono piccoli cesti, che sotto Pasqua arrivano a riempire intere corsie. Se ne trovano di tutte le forme, dimensioni, materiali e colori: in plastica, metallo, vimini, feltro, con e senza manici, piccoli e grandi.

La seconda fase consiste nella preparazione delle uova e può essere svolta insieme ai bambini o dai soli adulti. Nel primo caso i bambini, aiutati da un adulto, decorano le uova dipingendole, immergendole in coloranti naturali o artificiali o utilizzando fascette di plastica decorata che avvolte intorno alle uova e immerse in acqua calda aderiscono al guscio e una volta asciugate si presentano come decorazioni stampate. Nel secondo caso un adulto riempie finte uova apribili, di plastica colorata, con caramelle, cioccolatini e sorprese di piccole dimensioni.

Il giorno di Pasqua le uova vengono nascoste in casa o in giardino, e finalmente ha inizio la caccia. Dopo aver scoperto tutti i nascondigli e riempito a dovere i cestini, comincia l’ultima fase, quella dell’apertura delle uova finte e della raccolta del tesoro di candies.

Musei, negozi, centri commerciali, chiese, palestre: tutti i luoghi della città nel periodo di Pasqua diventano teatro di cacce all’uovo. Personalmente ho festeggiato Pasqua tre volte in America e ho assistito a egg hunts organizzate in diversi ambienti. Molto suggestiva quella in biblioteca, con i bambini che frugavano zitti-zitti tra i libri riempiendo i loro cestini mentre i frequentatori della biblioteca leggevano e studiavano e i bibliotecari ammiccavano lanciando qualche silenzioso suggerimento a chi aveva il bottino più magro. Folkloristica quella alla fattoria, dove tutti i partecipanti sono stati caricati su un carro trainato da un trattore e portati attraverso un percorso ripido e tortuoso in un campo dove sotto enormi mucchi di paglia si nascondevano le uova. Immancabile la presenza del Big Easter Bunny: una persona travestita da coniglio gigante accanto alla quale tutti i bambini tranne la mia vogliono farsi fotografare.

La controindicazione della caccia all’uovo è che l’entusiasmo suscitato può arrivare a livelli tali da indurre i bambini a fingere che tutto l’anno sia Pasqua, a nascondere uova per tutta la casa e ad accogliere tutte le sere genitori stremati al rientro dal lavoro con un entusiasta: “Ti ho preparato l’egg hunt, sei contento?!”. Se siete disposti a rischiare di innescare una catena di egg hunts quotidiane, iniziate a spostare i soprammobili e a nascondere le uova. Se siete ancora più temerari, visto il meteo, fate la stessa cosa, ma tra i vasi di fiori del giardino!

 

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