Associazione ParmaKids

Natale in Francia!

Parmigiana da 36 anni, caennese da 6 annimamma da 4 mesi. Quest’anno mi sono trovata nell’intricato compito di organizzare un Natale in Francia a misura di bambino, mescolando le tradizioni italiane e quelle d’oltralpe.

Anche se celebrato piuttosto nella zona di Nancy, ossia più nell’est della Francia e non in Normandia dove vivo, a casa si è iniziato a festeggiare il 6 dicembre con la festa di Saint Nicolas. Santo protettore degli scolari e più in generale dei bambini, Saint Nicolas premia i piccoli che si sono comportati bene durante l’anno mettendo loro nelle scarpe o nelle calze preparate davanti alla porta di casa dei dolciumi (solitamente del pain d’épices, ossia un dolce a base di una miscela di cannella, zenzero, noce moscata, chiodi di garofano e miele) e dei regali ancor prima che Babbo Natale arrivi. Saint Nicolas non arriva mai solo, ma sempre accompagnato dal suo asinello e dal Père Fouettard. Vestito di un gran mantello nero e dei grossi stivali, il Père Fouettard ha un frustino per punire i bambini che sono stati veramente cattivi e un sacco con cipolle e carbone da distribuire ai monelli. La sera del 5 dicembre, quindi, abbiamo messo le scarpe (ma si possono mettere anche delle calze) davanti alla porta aspettando di trovarle al mattino piene di dolci e di regali!

Per mantenere la magia della mia infanzia parmigiana, il 13 dicembre, poi, abbiamo preparato il latte, i biscotti (inserendo, perché no, dei croissants o delle madeleines per dare un tocco “locale”!) e le clementine e abbiamo aspettato con frenesia l’arrivo di Santa Lucia e del suo asinello.

Natale sta passando senza problemi visto che l’albero e Babbo Natale sono purtroppo diventati dei must talmente internazionali da non avere più una vera nazione!

Le sorprese finiranno il 6 gennaio con la Galette des Rois. Dolce che secondo le regioni può essere fatto di mele o di frangipane o essere una specie di ciambella con canditi, questa torta contiene una fève, ossia un piccolo personaggio in plastica (da personaggini con vaghe parvenze di re magi si è assistito, negli ultimi anni, a un proliferare di personaggi dei cartoni e dei film della Disney!) che rende “re” chi lo trova nella sua fetta. Nel sud della Francia, il dolce contiene due fèves: una che premia e l’altra (solitamente un asinello) che indica il più monello dei presenti. La tradizione vuole che il più piccolo dei bambini in casa si metta sotto il tavolo e dica il nome di colui che avrà la fetta del dolce. Il fortunato che trova nella sua fetta (o in bocca, cercando di non rompersi un dente!) la fève viene incoronato quindi re per tutta la giornata e nomina la sua regina.

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