Associazione ParmaKids

La nanna va in vacanza: il sonno dei bambini e l’estate

Ogni anno, quando si avvicina l’estate, la maggior parte delle famiglie con bambini piccoli programma le vacanze con un certo anticipo cercando di tenere presente le loro esigenze in modo da ridurre al minimo problemi di sonno legati a sconvolgimenti di ritmi e ambienti.

Chiaramente è necessario mettere in conto che qualche difficoltà iniziale potrà esserci comunque, perché i bambini sono molto sensibili a qualsiasi tipo di cambiamento. Tuttavia qualche accorgimento ci può aiutare a prevenirle o, per lo meno, a farvi fronte serenamente. Vediamo quali.

  1. Quando siete in partenza per le vacanze, parlate sempre al bambino, SPIEGANDO PRIMA DI PARTIRE CHE COSA SUCCEDERA’ e poi continuando a illustrarlo passo passo. Ricordatevi che il vostro bambino non ha potere decisionale e non ha il controllo su nulla: sapere quello che accadrà gli darà sicurezza (i cambiamenti lo sconvolgono di più se arrivano inaspettati). Non preoccupatevi se dovesse essere tanto piccolo da non comprendere il significato di quello che dite: qualcosa coglierà e in ogni caso il vostro tono della voce e il fatto di avere la vostra attenzione contribuirà a rassicurarlo. Non fate l’errore di preoccuparvi maggiormente di non dimenticare “tutto” l’occorrente piuttosto che del fatto che il bimbo non si senta “trasportato” come un bagaglio a mano! 
  2. Se possibile, COINVOGETELO DIRETTAMENTE NEI PREPARATIVI. Se è abbastanza grande fatevi aiutare, chiedendogli di preparare personalmente lo zainetto con i suoi giocattoli e gli oggetti legati al rituale della nanna, così avrà la sicurezza di poter continuare a fare nanna nello stesso modo anche in un altro posto. Altrimenti provate a farlo partecipare chiedendogli di decidere cosa portare: se è molto piccolo, proponetegli di scegliere fra due o massimo tre alternative, per non creargli confusione.
  3. PORTATE CON VOI GIOCATTOLI, ALTRI OGGETTI E LIBRI UTILIZZATI A CASA, per assicurare una sorta di continuità che rassicura il bambino: non si trova nel suo contesto familiare, ma ha qualcosa che glielo ricorda. Ad esempio: il mio primo bimbo si addormentava ascoltando una musica particolare: la portavamo con noi ogni volta che partivamo e…funzionava!
  4. Quando arrivate nel luogo di vacanza, sia che dormiate in albergo oppure in appartamento, se si tratta di un luogo che non gli risulta familiare PRENDETEVI SUBITO UN PO’ DI TEMPO PER MOSTRARGLI DOVE DORMIRA’, cercando di usare un tono e un’espressività serena: ricordatevi che i bambini colgono molto di più il non verbale (tono della voce, gesti, ecc.), pertanto fate attenzione a non mostrarvi preoccupati, altrimenti lo diventeranno anche oro! Se riuscite ed il bambino non è piccolissimo, provate a fargliela passare come un’avventura oppure un gioco, sarà una prospettiva certamente più apprezzata piuttosto che dirgli che avete scelto quell’albergo perché vicino alla spiaggia (i bambini sono inclini a preferire la fantasia ai risvolti pratici!).
  5. Cercate di MANTENERE IL PIU’ POSSIBILI LE ROUTINE DI CASA (orari dei pasti, bagnetto, nanna, ecc.), ma senza rigidità eccessive e senza ansie, perché può essere più controproducente innervosirsi per l’impossibilità di rispettare gli orari piuttosto che lo stravolgimento della routine in sé. Ricordiamoci sempre che i nostri bimbi “respirano” le nostre emozioni e saranno nervosi quanto e più di noi se ci mostriamo preoccupati. Ricordiamoci che siamo in vacanza e lo sono anche loro!
  6. Non tutti i bambini reagiscono allo stesso modo al mare oppure alla montagna: alcuni dormono di più, altri di meno, come se fossero DISTURBATI DALLA ZONA CLIMATICA DIFFERENTE DALLA PROPRIA: non fate confronti con gli altri bambini, non si tratta di un problema vero e proprio, ma di un diverso adattamento individuale che difficilmente si può influenzare.
  7. Rispettare il più possibile la GRADUALITA’ NEI CAMBIAMENTI INTRODOTTI NELLE VACANZE ESTIVE: se il vostro bimbo vi chiede di dormire nel lettone, pur avendo già imparato da tempo a dormire nel lettino o anche nella cameretta da solo, non vi spaventate! Si tratta probabilmente di una richiesta di rassicurazione dovuta all’ambiente nuovo, per cui potrebbe avere bisogno di abituarsi con gradualità a dormire in un luogo diverso dalla propria casa: magari le prime notti dormirà nel lettone con voi ma poi acquisirà sicurezza e potrà dormire nel proprio letto.
  8. Quindi assecondarlo non significa necessariamente che al rientro a casa non possa riprendere l’abitudine acquisita. Semmai spiegategli che si tratta di una soluzione temporanea dovuta al fatto che siete in vacanza e preparatelo al fatto che a casa ritroverà il proprio lettino (oppure la propria cameretta). Cercate sempre di affrontare serenamente questo tipo di richiesta:

Ricordatevi che siete la base sicura che gli consente di esplorare il mondo in tranquillità…e il mondo per lui è anche una stanza di albergo sconosciuta!

Buone vacanze a tutti!!!!

Biancamaria Acito

Se desiderate chiedere consigli direttamente a Biancamaria Acito, potete scriverle una mail all’indirizzo biancamaria.acito@parmakids.it

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