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Bambini, a Palazzo del Governatore c’è la mostra “Food, il futuro del cibo”!

Se siete in centro a Parma con i vostri bambini, andate insieme a Palazzo del Governatore. Fino al 25 ottobre potrete vedere la mostra di National Geographic “Food, il futuro del cibo”, promossa da Comune di Parma e Associazione Minimondi: oltre novanta immagini scattate in tutto il mondo dai fotografi della nota rivista scientifica, corredate da sintetiche didascalie divulgative.

In questo periodo in cui siamo bombardati per via dell’effetto Expo dal tema del cibo, perché non affrontare l’argomento con i nostri bambini? E quale modo migliore di guardare e commentare insieme bellissime immagini?

Credo di non essere l’unica ad avere avuto difficoltà da piccola a capire il nesso tra il cibo che lasciavo nel piatto e i bambini che muoiono di fame. Quel cibo non sarebbe mai arrivato a loro, tantomeno se l’avessi finito di mangiare, come m’invitavano a fare gli adulti. Molti dei concetti legati allo spreco alimentare, alla malnutrizione, allo squilibrio nella ripartizione delle risorse, alla necessità di trovare soluzioni alternative per il futuro sono di non facile comprensione per i bambini. Più di tante parole allora possono fare le immagini.

Visitando la mostra si scopre che dietro il cibo che mettiamo in tavola ci sono i luoghi e le facce di chi lo alleva o lo coltiva: quella fiera dell’allevatore di tacchini americano, quella allegra e sorniona della contadina ucraina che mostra i suoi cavoli, quella timidamente sorridente della coltivatrice di banane del Bangladesh. Si coglie la differenza tra l’approccio intensivo dell’allevamento di tilapia in Virginia con distese di pesci ammassati in vasconi e quello in sintonia con la natura del pescatore di polipi che in apnea stringe la sua preda al petto. Si impara che se si superassero le barriere culturali dell’Occidente, alghe e insetti potrebbero essere un’ottima risorsa alimentare in termini di quantitativi a disposizione e di riduzione dell’inquinamento.

Dopo le sezioni che affrontano i temi dell’impatto dell’agricoltura e dell’allevamento di bestiame sulla natura, dell’enorme incremento dell’acquacoltura, dei nuovi protagonisti della fame e della prossima rivoluzione verde, di seguito alla parte intitolata “Come eravamo”, comprendente una carrellata di foto d’epoca, la mostra si conclude con la foto di una sorridente famiglia americana immortalata in salotto, circondata da cibo e bevande, compresi un maiale, un tacchino, vari polli e una montagna di gamberetti. Solo leggendo la didascalia si apprende che in un anno una famiglia statunitense di quattro persone butta nella spazzatura una quantità di cibo sufficiente a nutrire per un anno una persona in più. Ecco una spiegazione visiva efficace e concreta al “Devi finire quello che hai nel piatto, tanti bambini non hanno da mangiare”.

L’ingresso è gratuito e gli orari sono i seguenti: da martedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 19, lunedì chiuso.

Alice Abbati

   

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