Associazione ParmaKids

Due chiacchere con La Sajetta, l’autista di Libri con le ruote

Ormai è chiaro da tutte le foto che stiamo pubblicando… Dietro all’ideazione di Libri con le ruote c’è il nostro amico Andrea Saccon, famoso a Parma come La Sajetta: da una precedente esperienza di lettura ad alta voce nei parchi, con i bambini, Andrea ha pensato di ingrandire il progetto chiedendo una mano a noi di ParmaKids. E noi ne siamo orgogliose e quella mano gliel’abbiamo tesa molto volentieri. Oggi abbiamo incontrato Andrea per raccontarvi insieme a lui qualcosa in più sul progetto, i libri, le letture ad alta voce, i parchi e le biblioteche.

Da dove nasce l’idea di portare i libri in bici nei parchi di Parma?
Nel febbraio 2013, quando ho iniziato l’attività con La Sajetta, avevo alcuni giorni con meno lavoro e più tempo libero e, avendo due bambini piccoli, (Andrea ha due figli che compiranno rispettivamente 5 e 9 anni in aprile) mi sono avvicinato al mondo delle fiabe e delle letture e mi è venuta l’idea di portare le letture nei parchi. Così ho iniziato a cercare realtà che organizzassero questo tipo di eventi, e ho trovato l’iniziativa Flashbook – Letture a ciel sereno: il gruppo che la gestiva forniva ogni mese una bibliografia tra cui scegliere alcuni titoli da leggere ad alta voce ai bambini. Una volta scelto il libro e comunicato il giorno e il luogo dove avrebbe avuto luogo la lettura, il gruppo comunicava l’evento attraverso la pagina facebook. Così ho iniziato a leggere i titoli che venivano proposti da Flashbook e quelli che mi sono piaciuti di più, prendendoli in prestito a mio nome, li ho portati nei parchi e li ho letti ad alta voce; sono stato in Cittadella, al Parco Bizzozzero e al Parco Ferrari. Ci sono stati incontri con ben 25 bambini che mi hanno anche aiutato ad allestire teli e cartoni per sedersi poi ad ascoltare. Alla fine degli incontri i bambini erano liberi di sfogliare, leggere o guardare i libri che avevo letto.

Parlaci della genesi del progetto
Con il mio lavoro, giro molto per la città e ho notato che nuove realtà, come i centri commerciali per esempio, stanno diventando nuovi luoghi di aggregazione, ma i parchi sono un buon luogo di aggregazione altrettanto buon per i bambini. Dall’altra parte mi sono accorto che i libri hanno ancora una forte carica attrattiva verso i bambini. Personalmente porto i miei figli in biblioteca almeno una volta a settimana, ma non tutti lo fanno per le ragioni più diverse. Da qui è nata con ParmaKids l’idea di Libri con le ruote: far sì che le biblioteche, e i libri che ci sono dentro, vadano dai piccoli utenti là dove si ritrovano naturalmente a giocare, nei parchi. E anche la scelta che i parchi non siano quelli centrali è voluta, perché si favoriscono quelle zone della città più lontane dalle biblioteche pubbliche. 

Come mai il parco e la bici?
La bici l’ho scelta perché volevo un mezzo di trasporto molto indipendente, nessuna macchina o furgoncino, nessuna emissione di CO2, nessun parcheggio, niente traffico. E poi ho associato le due cose: se vedo un libro e vedo un parco l’unico mezzo di collegamento che riesco a immaginare è la bici. Ho scelto il parco perché è un buon posto per leggere un libro, non solo per gli adulti! Ma io per primo, quando vado al parco con i miei figli, prendo con me un sacco di cose, ma quasi mai dei libri: se invece li trovassimo già lì sarebbe una cosa fantastica! Negli incontri di lettura che ho svolto nei parchi lo scorso anno ho notato la curiosità dei bambini che dopo le letture si fermavano a sfogliare i libri e a leggerli.

Hai seguito dei corsi per imparare a leggere ad alta voce? E quanto è difficile mantenere il livello di attenzione dei bambini, considerato il fatto che è un pubblico eterogeneo per età?
Inizialmente leggevo come a casa con i miei figli. Poi ho seguito un corso alla biblioteca di @lice e uno nella libreria Libri&Formiche e adesso una volta ogni 15 giorni partecipo a un gruppo di lettura ad alta voce, “La voce delle Formiche”, sempre nella stessa libreria.

Il parco è sicuramente un luogo dispersivo. Gli incontri prevedono poi fasce d’età molto ampie. Diciamo che bisogna essere sempre pronti alle domande durante la lettura, a volte è una continua interruzione, ma è normale! La difficoltà sta nello scegliere i libri da portare e portarne più possibile. Scegliere in base all’utenza è necessario: essendo bambini a volte piccoli e non essendo io un attore, è importante che il libro sia protagonista e riesca a catturarli.

Anche la “scenografia” quindi avrà la sua parte…
Esatto! Anche la “scenografia” è importante: con una scenografia, anche minima, i bambini sentono di entrare in un vero e proprio spazio, in una realtà dove succederà qualcosa. Si tratta di allestire uno spazio chiuso, che per loro sia identificabile, in uno spazio aperto: i piccoli spettatori devono capire dove si trovano e in un certo senso sentirsi protetti, un po’ come quando si legge con loro e li si tiene in braccio con il libro aperto davanti a loro, è una sorta di abbraccio. Inoltre i pannelli che creeranno la scenografia avranno una parte anteriore dove saranno appesi i libri e una posteriore fatta proprio a scaffale che ricorda, appunto, quelli delle biblioteche.

Ho sentito che i bambini sceglieranno ogni settimana il libro da leggere, è un modo per coinvolgerli?
Certo che sì: in questo modo potranno sentirsi parte dell’iniziativa ed esprimere le loro preferenze. Ma le letture non saranno solo quelle scelte dai bambini: ce ne saranno altre scelte da me dopo averle accuratamente selezionate. I libri che porterò con me nel cassone della bicicletta e che saranno a disposizione per il prestito saranno invece selezionati dalle biblioteche anche in base all’effettiva disponibilità dei titoli. 

Questa idea del prestito è anche un modo per responsabilizzarli?
Sì, certamente. A ogni incontro i bambini potranno prendere in prestito un volume e riportarlo all’incontro successivo o direttamente nella biblioteca, e come dirgli: ti affido qualcosa, trattalo bene.

Cosa ti aspetti da questi incontri e cosa vorresti arrivasse al pubblico?
Anche in base all’esperienza passata dico che gli incontri sono talmente diversi da un volta all’altra che non so proprio cosa aspettarmi, sicuramente spero che partecipino in molti e che, anche chi è al parco per altri motivi, si unisca alle letture. E poi vorrei che ci fosse un buon numero di iscritti alle biblioteche, l’idea di tesserare tutti i bambini durante gli incontri nasce proprio dall’idea di non dover mai dire di no a un bambino. Mi spiego, se il prestito fosse stato concesso solo ai bambini già con la tessera non sarebbe stato giusto, invece bisogna dare a tutti la possibilità di prendere sul momento in prestito il libro che preferiscono e, quindi, tesserarli.

Cosa dà, a te, un’esperienza simile?
È bellissimo, quando ti trovi a leggere davanti a un gruppo di bambini che ti ascoltano è bello vedere come sono coinvolti e interessati o osservare la loro espressione quando ti fanno domande. Ah, poi io mi diverto un sacco! I libri li leggo prima io ed è proprio questo che mi piace, la cosa bella è poter scegliere nell’ambito di qualcosa che mi piace.

So che la mascotte dell’iniziativa è un coccodrillo che gira in bici, ma perché il caschetto da aviatore?
Doveva essere un casco da bici ma poi sono andato a vedere il film tratto dal libro Il Piccolo Principe e mi è piaciuta così tanto la figura di questo vecchio aviatore che ho deciso di trasformare il casco da bici in quello da aviatore che, peraltro, indosserò anche io durante le letture. (Se vi state chiedendo se il libro Il Piccolo Principe gli sia piaciuto la risposta è “no, mai piaciuto”, ndr).

Se mi dovessi dire tre dei libri per bambini che hai letto in questi anni che ti sono piaciuti di più?
Storia incredibile di due principesse di Monica Colli e Rossana Colli; Buongiorno Postino di Michaël Escoffier e Matthieu Maudet e Il Principe Tigre di Chen Jiang Hong. E la mia casa editrice preferita è la Babalibri.

Da bambino leggevi molto?
No, sto recuperando adesso!

Immagino che in famiglia sia tu quello che si occupa della fiaba della buonanotte!
Sì e ci resto male se sono stanchi e mi dicono che non ne hanno voglia!

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