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Parco del Taro: tre itinerari da percorrere in famiglia

Grazie alla collaborazione con i Parchi del Ducato, Parmakids vi parla oggi del Parco del Taro, situato a pochi chilometri dal centro di Parma e facile da raggiungere! Questo parco è l’ambiente perfetto per escursioni facili e adatte ai bambini, percorsi di cicloturismo e mountain bike per tutte le età, per il birdwatching e per la vicinanza con altri luoghi di interesse storico e paesaggistico, come ad esempio il Museo Ettore Guatelli e il Parco Boschi di Carrega.

Boschi e prati, laghi di cava, corsi d’acqua canali irrigui coesistono con elementi del paesaggio profondamente modificati dall’uomo, come zone artigianali e aree interessate alle attività estrattive. Un equilibrio difficile da mantenere che ha come obiettivi la sostenibilità e la conservazione delle risorse naturali attraverso strategie che rendano compatibili le attività umane con la tutela degli ecosistemi.

Tutto l’anno sono attivi su prenotazione servizi di visita guidata al Parco e ai musei, attività educative e ricreative extrascolastiche per adulti e bambini, servizi di fruizione per scolaresche e gruppi organizzati. Per informazioni:  0521 802688

Il Parco del Taro: la storia

Il Parco, istituito nel 1988, tutela il tratto di fiume tra Fornovo e Pontetaro ed ha un’estensione di circa 2000 ettari. Dal 2012 è gestito dai Parchi del Ducato che sta operando per salvaguardare questo importante corridoio naturale, in cui convivono luoghi ad elevata naturalità, aree agricole e altre profondamente modificate dall’uomo. Area protetta di grande importanza come rotta di migrazione e sito di nidificazione di diverse specie di uccelli, rappresenta un luogo ideale per il turismo verde, outdoor e scolastico.

La Corte di Giarola nel Parco del Taro

La maestosa e antica Corte di Giarola è il cuore pulsante del Parco. Dalla metà dell’XI secolo, epoca alla quale risalgono le prime notizie, divenne proprietà del monastero femminile di San Paolo e sede di un piccolo nucleo monastico intorno al quale vennero a formarsi una chiesa, stalle e vaccherie, abitazioni, un mulino e un caseificio: una corte rurale, insomma, autosufficiente e protetta da robuste mura, tanto che in alcuni documenti viene anche chiamata castro, castello.

La Corte ospita diversi servizi: il centro visite del Parco del Taro, i musei della Pasta e del Pomodoro, una sala convegni, l’Agrilab e un ristorante. Nella corte di trova anche un piccolo teatro, un vero gioiello che, negli ultimi anni, è diventato un punto di riferimento per le famiglie con bambini: il Teatro alla Corte, gestito dalla Associazione UOT, propone infatti una stagione ragazzi alla domenica pomeriggio e corsi di teatro, anche per bambini e adolescenti.

Nel centro visite, un tempo capiente stalla di vacche da latte, è allestita la mostra permanente che illustra il patrimonio naturale del Parco del Taro. Nel corso dell’anno le vecchie mangiatoie si prestano all’allestimento di mostre temporanee. Al piano superiore, un ex granaio, è in funzione una sala convegni dove si svolgono meeting, seminari, incontri, convegni. L’attiguo edificio – Borgo della Pulce – ospita uffici amministrativi e l’Infopoint per il primo contatto con il pubblico.

I Musei della Pasta e del Pomodoro, due dei Musei del Cibo della provincia di Parma, raccontano la storia di due dei prodotti più rappresentativi della cucina italiana, e propongono numerose iniziative per famiglie con bambini.

AgriLab Giarola, ultima realizzazione dei Parchi del Ducato, è una cucina didattica per cooking lab e attività dedicate alla cultura del cibo e all’alimentazione. 

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PARCO DEL TARO: ITINERARIO 1
Corte di Giarola – Canale Naviglio Taro

  • Tempo di percorrenza: 2 ore e 30 minuti
  • Difficoltà:facile
  • Lunghezza:4 km (andata e ritorno)

Partenza: dopo aver parcheggiato al Centro Parco Corte di Giarola (Strada Giarola, 11 Collecchio) invece di entrare nella Corte si prosegue a piedi sulla sinistra lungo la carraia che discende tra il campo e il perimetro della Corte.

Il sentiero costeggia gli antichi bastioni della Corte e inizia incontrando un grande albero, il Bagolaro (Celthis australis) le cui radici emergono dalle mura di cinta della Corte. Si prosegue a sinistra, in direzione Oppiano e dopo poco si giunge alla presa del canale Naviglio Taro che deriva da secoli le acque del fiume. Il tragitto si inoltra fra la vegetazione di un fitto bosco “a galleria” e rimane a lungo sotto la volta arborea, costeggiando il sinuoso percorso del Naviglio.  Lungo il sentiero a tratti si osservano antichi manufatti idraulici, i gabbioni, utilizzati per contrastare l’azione erosiva dell’acqua. Sopraggiunti alla carraia si esce allo scoperto e si attraversa una splendida macchia con arbusti ricchi di fioriture o frutti. Si rientra dallo stesso sentiero dopo aver percorso un breve tratto ad anello all’interno della macchia.

PARCO DEL TARO: ITINERARIO 2
Oppiano

  • Tempo di percorrenza:2 ore e 30 minuti
  • Difficoltà: facile
  • Lunghezza: 4 km (andata e ritorno)

Partenza: Nel tratto tra Collecchio e Fornovo, in località Gaiano, si devia a destra dove c’è l’indicazione del Parco – Chiesa di Oppiano. Giunti al termine della stradina, si parcheggia nella piazzola di fronte alla chiesa, si scende la scala a fianco della bacheca e si inizia  il percorso verso sinistra.

Si costeggia il canale Naviglio Taro sotto una fitta galleria di alberi. Oltrepassato un ponticello  il paesaggio cambia improvvisamente e ci si ritrova in un’ampia radura ricca di cespugli grigi di olivello spinoso.In primavera nella radura spiccano fioriture variopinte: gialle, azzurre, ciclamino e rosa. Lungo il sentiero che prosegue e riattraversa il canale spesso si possono osservare le tracce di molti mammiferi che hanno lasciato le loro inconfondibili impronte: il tasso con i fori dei cinque unghioni, la volpe con 4 polpastrelli allungati, il capriolo con due piccole incisioni appaiate dello zoccolo e, magari, il Lupo. Seguendo il percorso si entra in un fitto bosco di noccioli e si ritorna infine nella macchia dove predomina l’olivello per poi tornare al punto di partenza.

PARCO DEL TARO: ITINERARIO 3
Sentiero Felegara

  • Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 minuti
  • Difficoltà: facile
  • Lunghezza:3 km (andata e ritorno)

Partenza: A metà strada tra Fornovo e Medesano è situato il centro di Felegara: alla rotonda si devia a sinistra verso il Taro, si parcheggia nei pressi della chiesa e prosegue sul rettilineo asfaltato nel paese, fino al sottopasso ferroviario. Oltrepassato il sottopasso si entra sul sentiero subito a destra.

L’inizio del sentiero percorre boschetti umidi con alberi e arbusti tipici del fiume. Più avanti il tracciato si apre in ampi prati che ospitano vistose fioriture di orchidee selvatiche: la più precoce è la Morio, poi le ofridi con i loro petali vellutati, quindi la fragrante Coriofora, infine l’Orchidea piramidale e il singolare Himantoglosso i cui fiori somigliano a turbanti avvolti a cappuccio da cui pendono sottili nastri attorcigliati. Il sentiero prosegue ma dopo circa 1 km e mezzo, si può rientrare dallo stesso percorso.

Info e prenotazioni:
0521 802688 – info@parchiemiliaoccidentale.it

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