Associazione ParmaKids

La paura: un’emozione da farsi amica

Oggi vi parliamo di un tema molto attuale in questo periodo: la paura. E lo facciamo proponendovi un articolo scritto per noi dalla nostra esperta psicologa, la Dott.ssa Ilaria Baldini. Chi non si trova ad affrontare la paura nella vita di tutti i giorni, ancora di più in questo periodo? Lungi dall’essere qualcosa di deprecabile, la paura ha permesso al genere umano di evolversi e ad ogni bambino di crescere, affrontando adeguatamente i pericoli e le difficoltà. Quindi… evviva la paura e buona lettura!

Sono sicura che se chiedessi a tutti voi cosa significa “essere coraggiosi” la maggior parte mi risponderebbe: non avere paura. E invece una delle persone più coraggiose della storia, Nelson Mandela, ci ha lasciato un insegnamento molto importante:

Ho imparato che il coraggio non è mancanza di paura, ma la vittoria sulla paura. L’uomo coraggioso non è colui che non ha paura ma colui che riesce a controllarla.

Cos’è la paura?

Avere paura non è una cosa da piccoli, tutti abbiamo paura! Non dobbiamo insegnare ai bambini a non avere paura. Piuttosto insegniamo loro ad imparare dalla paura, ad affrontarla e anche ad accettare la sua esistenza come una cosa buona. La paura ci preserva dal pericolo: grazie a lei, lo riconosciamo ed è sempre grazie a lei che percepiamo i rischi e decidiamo di abbassare la percentuale di esposizione il più possibile.

La paura è tra le emozioni la più antica e potente, è quella che probabilmente ha guidato l’uomo delle caverne a sentire, come fosse un radar, tutto ciò che si muoveva piano intorno a lui e a sopravvivere mettendosi in fuga ogni qual volta ce ne fosse bisogno. La paura è un’emozione sana: grazie a lei impariamo come non farci male da piccoli, come non metterci in guai pericolosi ed è sempre grazie a lei che sviluppiamo quella che chiamiamo furbizia, la capacità di risolvere i problemi in modo astuto.

Condividere la paura per superarla

La paura è dunque una componente naturale della nostra crescita. Tutti abbiamo avuto bisogno di essere aiutati ad affrontare le nostre paure: per essere superata la paura ha bisogno innanzitutto di essere condivisa. Questo vale per tutte le emozioni ma secondo me per la paura di più. Se la teniamo dentro diventa come un mostro che cresce sempre di più, ma se la tiriamo fuori da noi e la condividiamo con le persone di cui ci fidiamo, diventa affrontabile, elaborabile e infine superabile. È l’emozione che ci mette in contatto con gli altri  nel modo più autentico e profondo se riusciamo a condividerla, è quella che ci da la spinta a chiedere aiuto quando sentiamo che da soli proprio non ne saltiamo fuori.

Aiutiamo i nostri bambini a condividere con noi le loro paure senza giudicarle mai ne troppo stupide ne troppo da bambini piccoli. Una paura è una paura punto e basta e l’unico modo che il bambino ha per affrontarla è riconoscendola per quella che è, cercando sicurezza nell’adulto di riferimento. L’adulto emotivamente competente è colui che riconosce dapprima le propri emozioni, non le giudica, ma cerca delle strategie per affrontarle e quindi elaborarle. Ricordiamoci che i bambini imparano per modellamento, per imitazione per cui se il bambino avrà di fronte un adulto rigido e giudicante lo sentirà e si ritirerà dal raccontarsi, se invece sente di avere di fronte un adulto rassicurante e comprensivo si aprirà e si racconterà. Il bambino non sarà rassicurato da un adulto che nega di aver paura al contrario dirgli la verità in modo semplice e senza troppi dettagli o particolari lo farà sentire al sicuro.

Cosa possono fare i genitori per gestire la paura dei bambini

Come genitori abbiamo la responsabilità di non spaventare i nostri bambini con comportamenti angoscianti e atteggiamenti drammatizzanti. Ugualmente non dobbiamo negare, inventare o minimizzare: cerchiamo di dir loro che ci sono dei comportamenti che ci possono aiutare a gestirla la paura, a tenerla a bada. Utilizziamo anche un linguaggio adeguato con loro, cercando di evitare tutte le affermazioni come “finirà il mondo per questo”, “siamo tutti in pericolo”, “è un cosa terrificante ciò che sta succedendo”. Cerchiamo piuttosto di tradurre queste frasi con qualcosa che esce più o meno così: “ciò che succede mi preoccupa ma credo che ce la faremo” oppure “non eravamo preparati ad affrontare questa cosa ma sicuramente troveremo le risorse per farlo”.

Evitiamo discorsi lunghi e complicati, evitiamo di far vedere loro immagini troppo forti e difficili da spiegare (ovviamente in funzione dell’età). Sviluppiamo invece l’arte dell’ascolto più che dell’orazione, insegniamo loro a dire ciò che pensano, ad avere pensieri autonomi e a raccontarli, a raccontarsi. Questo li aiuterà a diventare adulti assertivi e consapevoli. Insegniamo ai nostri figli a condividere le emozioni tutte e continuiamo noi adulti a riflettere, mettere in discussione noi stessi, sviluppare sempre nuove strategie per migliorarci ed affrontare le nostre rigidità. Questo ci sarà utile per vedere e sentire con i nostri bambini che anche nelle situazioni che ci sembrano più difficili e ingestibili ci sono delle cose belle, degli aspetti positivi. Dal dolore nasce bellezza, dalla paura nasce il coraggio, dalla noia nascono le idee e si sviluppa la creatività.

La paura ai giorni nostri

E allora se dal dolore e dalla paura nasce bellezza, qual è la bellezza di ciò che ci succede in questi giorni? Per me ciò che siamo costretti a vivere in questo periodo porta con se anche qualcosa di speciale: il tempo. Il tempo di fermarci dall’andare tanto veloce, il tempo di stare insieme, il tempo di ascoltarci, un tempo lento che ci fa apprezzare tanto ciò che di bello c’è nella nostra vita: le relazioni con le persone a cui vogliamo bene!

Ilaria Baldini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

vivere parma da 2 a 12 anni