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La nascita di un fratellino e i suoi effetti sul sonno di un bambino

La nascita di un fratellino rappresenta un momento di grande gioia per tutta la famiglia, nonni e zii compresi. Si tratta nel contempo di un evento critico nel ciclo di vita di una famiglia che comporta una faticosa riorganizzazione e rinegoziazione dei ruoli e delle relazioni. In questo interessante articolo la psicologa dott.ssa Biancamaria Acito ci spiega quali sono le emozioni, i sentimenti e le reazioni del primogenito di fronte all’arrivo… dell’intruso! E anche delle conseguenze sul suo ciclo del sonno e di come i bis-genitori possono fare per aiutarlo a recuperare notti serene.

Il primogenito, in particolare, inizia a vivere giĂ  durante la gravidanza un periodo delicato caratterizzato da una forte ambivalenza di sentimenti: da un lato un certo entusiasmo riflesso che deriva dalle aspettative indotte da genitori, nonni e persino conoscenti (“lo sai che presto arriverĂ  un fratellino con cui potrai giocare?”); dall’altro, la percezione reale di minori attenzioni da parte della mamma che, benchĂ© non ne sia del tutto consapevole, ha giĂ  in parte la mente occupata dal bimbo in arrivo. 

Al momento della nascita del fratellino il primogenito vede in parte concretizzarsi le sue paure di abbandono (e di minor amore), perché necessariamente i genitori si devono occupare anche dell’intruso. E’ fondamentale rassicurarlo a parole, ma soprattutto con i fatti, riguardo l’immutato affetto dei genitori: quando possibile, potrebbe essere utile delegare la cura del neonato ai nonni o ad altre figure, in modo da riservare al primogenito momenti esclusivi di vicinanza e relazione con mamma e papĂ  (ad esempio, portandolo al cinema o facendo insieme altre attivitĂ  da “grandi” precluse al fratellino).

In tal modo, inoltre, si valorizzano le conquiste che ha raggiunto con la crescita e si fronteggiano in parte le frequenti regressioni che potrebbe manifestare: ad esempio, chiedere di essere imboccato o farsi la pipì addosso.

L’ambivalenza di sentimenti si manifesta anche attraverso l’alternarsi di un senso di possesso/protezione e un’emozione di rabbia nei confronti del fratello, che può essere piĂą o meno mascherata. Può accadere, infatti, che il bambino reprima questo sentimento ritenuto inaccettabile (soprattutto se gli adulti lo sgridano senza mai confortarlo) e lo direzioni verso di sĂ©: in tal caso, si potrebbero osservare piccole reazioni somatiche come mal di pancia, inappetenza o, piĂą spesso, disturbi del sonno.

Nella mia esperienza personale, mio figlio di 3 anni, che non aveva mai avuto particolari problemi a dormire, nei mesi successivi alla nascita del fratello ha avuto il sonno disturbato da frequenti risvegli notturni, in molte occasioni accompagnati da incubi.

Spesso i disturbi del sonno che si verificano in relazione alla nascita di un fratellino hanno origine da paure e insicurezze di vario genere, prima fra tutte la paura dell’abbandono da parte dei genitori, che ora hanno un altro bimbo “da amare”.

Gli incubi, inoltre, possono riguardare il desiderio inconsapevole di far del male al fratellino, o semplicemente di “restituirlo al mittente”. I genitori riportano di frequente frasi del tipo: “mamma io non lo voglio piĂą il fratellino, lo riportiamo in ospedale?”. Ricordo bene cosa mi ha chiesto il mio primogenito quando è venuto la prima volta a trovarmi in ospedale dopo il parto: “mamma, che bello il fratellino…ma quando viene la sua mamma a riprenderselo?”.  Eppure noi lo avevamo preparato per mesi (oppure credevamo di averlo fatto!), perchĂ© sapevamo che è importante evitare che la nascita del fratello sia vissuta come un evento inaspettato e quindi ancora piĂą difficile da fronteggiare.

A questo punto la domanda dei bis-genitori è: come affrontare nel modo migliore la situazione per aiutare mio figlio a riprendere a dormire serenamente?

 Una soluzione possibile è farsi raccontare l’incubo dal bambino, in modo da consentirgli di verbalizzare paure e sentimenti e, quindi, cercare di ridimensionare le prime e gestire i secondi. Ad esempio: “Hai sognato un mostro che ti portava via? Ricorda che mamma e papà sono con te e ti proteggono”. Oppure: “Hai sognato di picchiare tuo fratello? Non ti preoccupare, sappi che l’amore di mamma e papà è grandissimo e ce n’è abbastanza per tutti e due e anche di più”.

Un aspetto da non sottovalutare è il bisogno di essere confortati riguardo l’affetto dei genitori: le regressioni sono un modo per riaffermare il proprio bisogno di cure (sono piccolo anch’io!). Per questo è importante evitare di reprimere i capricci senza contemporaneamente rassicurare il bimbo: “sei e resterai sempre il mio cucciolotto”.

Non si tratta di un compito semplice per i neo bis-genitori: è sensazione comune, nel momento in cui arriva il neonato, avere l’impressione che il primogenito sia “grandissimo”, tanto che spesso si ritrovano, quasi involontariamente, a dire: “non devi fare così, ormai sei grande”. Invece non è così: è piccolo anche lui, ricordiamolo! Per fortuna con il tempo e le esperienze condivise (i giochi, le litigate e le botte, perché no?) la situazione migliora e si riesce a trovare tutti insieme un nuovo equilibrio familiare. Chiaramente è importante distinguere fra disturbi episodici (qualche mese e non di più) e un vero e proprio disagio che dura nel tempo e che potrebbe anche rappresentare l’emergere e l’acutizzarsi di problemi preesistenti. In quel caso è utile approfondire con una consulenza specifica.

Al di là di questo, è utile sapere che la gelosia non passa mai del tutto, anche perché in realtà si tratta di un sentimento sano strettamente legato all’amore. Tuttavia questo non dovrebbe costituire un problema: l’importante è imparare a gestirla senza farsi sopraffare. Perciò una moderata rivalità fra fratelli è inevitabile e se gestita bene insegna al bambino a tollerare meglio le frustrazioni e a far fronte ai sentimenti negativi: abilità che gli saranno senza dubbio utilissime nella vita adulta.

In questa prospettiva, il fratellino diventa una ricchezza e un dono che i genitori fanno ai propri figli “unici” (sarebbe sicuramente più semplice fermarsi a uno!).

Articolo a cura di Biancamaria Acito
Psicologa dello sviluppo e esperta di sonno

Se desiderate una consulenza on line gratuita con la dott.ssa Biancamaria Acito, scrivetele alla mail  biancamaria.acito@parmakids.it.

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