Associazione ParmaKids

da oltreoceano: la magia degli elfi in attesa del natale

Una trentina di anni fa facevo anch’io parte della categoria dei parmakids, poi in età adulta il destino a sorpresa mi ha portata ad entrare in quella delle Pittsburghmoms. Nei tre anni passati a Pittsburgh, negli Stati Uniti, ho conosciuto mamme e bambini americani, ho frequentato locali dedicati ai bambini, biblioteche, scuole, parchi e sono entrata in contatto con tradizioni e modi di educare i figli diversi dai nostri. Rientrata in Italia lo scorso giugno ho dovuto aspettare solo qualche mese per veder nascere Parmakids.it e con questo avere la possibilità di utilizzare uno strumento utilissimo per contrastare l’horror vacui di una figlia di cinque anni che mi ripete in due lingue “cosa posso fare?” e “I’m getting bored” e trovare un piccolo spazio in cui condividere con altre persone la mia esperienza all’estero.

Per dare inizio a questa condivisione, vorrei mettere sull’attenti i kids di Parma: occhio all’elfo! Ora che è sbarcata anche da noi la tradizione del dolcetto o scherzetto di Halloween e che si comincia a sentire di qualche mamma di origini straniere che si rivolge alle macellerie della nostra città ordinando tacchini di otto-nove chili da farcire per il Thanksgiving Day, potrebbe essere la volta dell’ Elf on the Shelf.

È tradizione, in America, regalare ai bambini dopo il Giorno del Ringraziamento un “Elfo sulla mensola”. All’interno di librerie, grandi magazzini, negozi di giochi, si possono trovare varie versioni del kit contenente il libro dal titolo “Elf on the Shelf” e un piccolo pupazzo a forma di folletto. Secondo la tradizione, gli elfi, aiutanti di Babbo Natale, acquistano i loro poteri magici nel momento in cui viene dato loro un nome. Devono poi essere sistemati in qualche punto della casa, dove se ne staranno appollaiati a controllare che i bambini facciano i bravi. Non appena questi si addormenteranno, le piccole creature magiche voleranno a riferire a Santa Claus di camere lasciate in disordine, caramelle mangiate di nascosto, compiti fatti con cura, dentini lavati con minuzia, dispetti ai fratelli, gesti gentili o maleducati compiuti durante il giorno, contribuendo alla compilazione della lista dei bambini bravi e di quelli monelli cui Santa Claus darà un’occhiata prima di partire per la consegna dei regali la notte di Natale. Regola numero uno: il piccolo elfo non deve essere toccato, pena la perdita dei superpoteri e l’impossibilità a compiere il lungo viaggio in notturna verso il Polo Nord. Se tutto fila liscio ogni mattina i bambini dopo una breve caccia al tesoro troveranno il loro elfo in un punto diverso della casa, immobile e attento nella sua funzione di controllore.

Una coppia di amici distratti mi ha raccontato della tragedia scoppiata tra i figli una mattina in cui l’elfo è stato scoperto nello stesso punto in cui si trovava la sera precedente, segno che durante la notte non si era mosso di lì. Ne è seguita una serie di litigi tra fratelli che è durata tutta la giornata: ognuno dei due accusava l’altro di essere responsabile con la sua cattiva condotta del mancato viaggio del folletto.

Nel periodo fra il Giorno del Ringraziamento e la Vigilia di Natale (giorno in cui gli elfi fanno ritorno da Santa Claus dove si fermeranno fino all’anno successivo) i bambini americani si sforzano dunque di rigare dritto, non per far contenti mamma e papà, ma per la sensazione di vivere in una sorta di “Grande Fratello”.

Se la storia dell’Elf on the Shelf vi ha interessato e volete saperne di più, curiosando su Internet troverete varie stranezze, dal video su Youtube in cui un elfo viene ripreso da telecamere fisse all’interno di un ufficio deserto mentre di soppiatto va a fare una fotocopia o quello in cui l’esplorazione mattutina dei bambini finisce con il ritrovamento del piccolo esserino magico seduto sul water, alla lista dei venti nomi per elfi più gettonati nella quale “Buddy” sbaraglia tutti, al post di una coppia di genitori che raccontano con grande amarezza di come la sparizione del folletto la vigilia di Natale abbia reso la figlia malinconica e depressa rovinando una delle feste più gioiose dell’anno.

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