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Ciuccio e dito: quando salutare questi “amici” e perché?

Alcuni bimbi usano il ciuccio, altri si succhiano il dito. Molti lo fanno fin dalla vita intra-uterina, nella pancia della mamma, e i genitori possono confermarlo mostrando le immagini delle ecografie eseguite in gravidanza. Anche voi vi trovate nella stessa situazione con i vostri bambini? In questo articolo la nostra esperta ortodontista, Dott.ssa Silvia Rapa, in collaborazione con la psicologa, Dott.ssa Marina Zanotta, ci parlano di questo argomento.

Il succhiamento del ciuccio o del dito: quando diventa un problema

Nella primissima infanzia l’abitudine al ciucciamento, tecnicamente chiamata “suzione NON nutritiva”, è un’attività del tutto normale e in qualche modo preziosa. Quando il bambino è molto piccolo, infatti, la suzione non nutritiva può avere effetti positivi sulla regolazione di battito cardiaco, respirazione, ossigenazione, digestione, stati comportamentali di veglia e di sonno, scarico di tensione e regolazione dello stress. Basti pensare che gli inglesi chiamano il ciuccio “pacifier”! Utile, dunque, ma fino a un certo punto. Superata una determinata età, succhiare dito e ciuccio può diventare un problema. Può diventarlo, ad esempio, per motivi sociali: il bimbo che ciuccia è limitato nella comunicazione e nell’interazione con gli altri. Può diventarlo per motivi ortodontici: il bimbo che ciuccia insistentemente rischia di indurre severe alterazioni allo sviluppo della sua bocca e dei suoi denti.

Qual’è l’età di riferimento per la sospensione dell’abitudine al succhiamento del dito e del ciuccio?

Il Ministero della Salute raccomanda di ridurre la suzione NON nutritiva a partire dai 2 anni di età per poi arrivare a sospendere questa abitudine entro i 3 anni, in modo da limitare l’insorgenza di alterazioni dello sviluppo della bocca.

Quali sono le più comuni alterazioni di bocca e denti determinate da un prolungato succhiamento del dito e del ciuccio?

Il succhiamento protratto del dito e del ciuccio (come del labbro, della lingua o della maglietta) spinge progressivamente la parte superiore della bocca in alto e in avanti: morso aperto, palato stretto, aumento della distanza tra i denti superiori e inferiori sono le malocclusioni più ricorrenti. Una visita Specialistica Ortodontica può facilmente aiutare mamme e papà ad identificare eventuali problemi di sviluppo della bocca e dei denti e, se necessario, a motivare il piccolo ad abbandonare il succhiamento.

Quali sono i campanelli d’allarme che possono far comprendere ai genitori che ciuccio e dito stanno iniziando a lasciare i loro segni?

Guarda i denti del tuo bimbo o della tua bimba, potresti notare una o più di queste caratteristiche.

  • Sporgenza dei denti superiori [tecnicamente: overjet aumentato].
  • Denti anteriori spaziati [tecnicamente: diastemi interincisivi].
  • Denti posteriori dell’arcata superiore che chiudono internamente rispetto all’arcata inferiore [tecnicamente: morso inverso – palato stretto].
  • Incapacità di chiudere i denti anteriori quando i denti posteriori sono a contatto [tecnicamente: morso aperto anteriore].

Guarda il viso del tuo bimbo o della tua bimba, potresti notare una o più di queste caratteristiche:

  • denti superiori sporgenti nel sorriso [tecnicamente: protrusione incisale];
  • interposizione del labbro inferiore tra le arcate dentali a riposo; quando i denti superiori risultano molto sporgenti, il labbro inferiore tende a posizionarglisi dietro, dando il classico aspetto di “denti da coniglietto”. Questa è un’altra alterazione importante da saper riconoscere perché quando il labbro inferiore si inserisce al di sotto degli incisivi superiori li può spingere ulteriormente verso l’esterno, contribuendo a peggiorare la situazione anche in pochi mesi;
  • difficoltà a tenere chiuse le labbra a riposo [tecnicamente: incompetenza labiale]: quando i denti superiori risultano molto sporgenti, il bimbo può non riuscire a chiudere correttamente le labbra, in questi casi si parla di incompetenza labiale. Questa è un’alterazione importante da saper riconoscere perché, quando i denti superiori non sono protetti dalle labbra, sono a più alto rischio di frattura in caso di trauma accidentale;
  • difficoltà di deglutizione: osserva il tuo bambino mentre deglutisce, se fa fatica e deve aiutarsi contraendo i muscoli del viso probabilmente ha una deglutizione atipica, molto frequente nei casi di morso aperto anteriore. La presenza di una “deglutizione atipica” si riconosce per l’interposizione della lingua tra i denti incisivi e la contrazione dei muscoli labiali e mentali durante la deglutizione. Tale disfunzione può contribuire al peggioramento dello sventagliamento dei denti anteriori, del morso aperto dentale anteriore e del-l’inadeguato sviluppo del palato.

Ascolta il tuo bambino, potresti notare:

  • difetto di pronuncia: La presenza di un morso aperto o di denti superiori eccessivamente inclinati verso l’esterno può, in alcuni casi, favorire difetti di pronuncia, come quello della “S”. In realtà la modalità di pronuncia delle lettere non è interamente correlate alla posizione dei denti, spesso ci può essere una influenza multi-fattoriale che coinvolge anche aspetti neurologici e di coordinamento.

Tutti i bimbi che ciucciano avranno problemi alla bocca e ai denti?

Per fortuna non tutti i bimbi che succhiano il dito e il ciuccio avranno problemi ai denti! L’entità della alterazioni dello sviluppo del cavo orale indotta dalla suzione NON nutritiva dipende:

  • dall’intensità del succhiamento (quanto forte?)
  • dalla frequenza del succhiamento (quante volte al giorno?)
  • dalla durata del succhiamento (per quante ore al giorno? per quanti anni?)
  • dalle caratteristiche costituzionali del bambino. Una visita Specialistica Ortodontica, effettuata tra i 5 e i 6 anni di età, può aiutare mamme e papà a comprendere gli effetti di questa abitudine e valutare la necessità di una correzione ortodontica.

Come si correggono i problemi indotti dalla suzione non nutritiva?

Se questa abitudine viene abbandonata presto, gran parte delle alterazioni indotte dal ciuccio e dal dito si risolveranno spontaneamente nel giro di pochi mesi! E quando si arriva troppo tardi, ci vuole l’apparecchio ortodontico? Quando non si riesce a interrompere in tempo l’abitudine al succhiamento, può essere necessaria una terapia ortodontica, ovvero un apparecchio che rimetta le cose a posto. Ogni problema può trovare la sua soluzione, ma al momento giusto. Partire molto presto con un apparecchio ortodontico non necessariamente implica un migliore risultato. Noi consigliamo, quando è possibile, di partire con un trattamento correttivo solo dopo la sospensione dell’abitudine viziata. Diversamente, l’azione dell’apparecchio potrebbe essere in parte contrastata o ridotta dalla spinta del dito e del ciuccio.

Ecco le principali terapie ortodontiche utili nei bimbi che hanno succhiato molto.

Il PALATO STRETTO può essere corretto tramite l’applicazione di un apparecchio di allargamento del palato, migliorando sia la masticazione che la qualità della respirazione nasale. Età: tra i 7 e i 10 anni circa.

Il problema dei “DENTI IN FUORI” può essere corretto con dei presidi che riescono a riportare i denti dell’arcata superiore all’interno della bocca migliorando la competenza delle labbra, l’armonia del sorriso e riducendo il pericolo di frattura dentale in caso di trauma. Età: tra gli 8 e i 12 anni circa.

Il MORSO APERTO può essere corretto con apparecchi che portano i denti superiori a toccare i denti inferiori migliorando le funzioni masticatorie e ponendo le basi per una migliore funzione della deglutizione. Età: tra i 7 e i 10 anni circa.

Tempistiche e modalità di approccio ortodontico dipendono da più fattori e quindi non è possibile in un articolo a fini divulgativi fornire indicazioni troppo precise. Le correzioni ortodontiche raramente puntano alla soluzione di un unico problema, valutano, invece, la situazione nella sua interezza e complessità. Fattori concomitanti al difetto indotto dal ciuccio possono implicare timing e tipologie di trattamento differenti.

Perché è così difficile per i bambini salutare ciuccio e dito?

Controllare al momento giusto il sorriso dei vostri bimbi permetterà di organizzare le migliori strategie di prevenzione e correzione. L’esperienza ci insegna che “salutare” il dito o il ciuccio per i bimbi può non essere facile. Perché? Noi dello Studio Ortodontico Cocconi lo abbiamo chiesto alla Dott.ssa Marina Zanotta, psicologa dell’età evolutiva, responsabile dell’area materno-infantile dell’Associazione Alice Onlus. Ciuccio e dito sono amici di lunga data dei nostri bambini, il loro utilizzo è necessario nei primi mesi di vita perché li aiuta sia dal punto di vista fisico (regolazione del battito cardiaco, prevenzione SIDS, regolazione del dolore), sia dal punto di vista affettivo (regolazione e modulazione delle emozioni forti in situazione di disagio, aiuto al rilassamento e all’addormentamento). Salutarli vuol dire non avere più a disposizione degli strumenti così utili. Per un bambino è un grande cambiamento, ma se mamma e papà affiancano e incoraggiano, allora sarà un bel momento di crescita condivisa.

Quali sono le cose da fare e da non fare per avviare il piccolo al grande saluto di ciuccio e dito?

Ci risponde la Dott.ssa Marina Zanotta. Sicuramente diciamo NO ai rimedi popolari, quali: smalto amaro sulle unghie, succo di limone sul ciuccio, sparizioni improvvise del ciuccio o fasciatura del dito che il bambino succhia. Sono forme di maltrattamento del bambino e delle sue, fisiologiche, difficoltà emotive. Meglio enfatizzare le nuove e sempre più complete competenze relazionali ed espressive che i bambini acquistano spontaneamente intorno ai 2/3 anni. Essere riconosciuti “grandi” per le proprie conquiste è un ottimo incentivo a salutare strumenti più adatti ai bambini più piccoli.

Quando il distacco è molto difficile, invitiamo i bambini ad esprimere a parole quello che provano nelle situazioni in cui chiedono il ciuccio e se non ci riescono da soli aiutiamoli noi adulti (es.: “Vedo che sei molto stanco e che avresti proprio voglia di rilassarti un po’!”) per poi trovare insieme modalità nuove per ottenere lo stesso risultato.

E se alle elementari usa ancora il ciuccio che si fa? Ci risponde la Dott.ssa Marina Zanotta. Ogni bambino è diverso e ogni famiglia ha la sua storia. Partiamo da qui per valutare se non ci siano fattori personali o familiari che hanno portato il bimbo a tenere il ciuccio/dito più a lungo del normale. Invitiamolo a dirci come si sente quando cerca questi strumenti e valutiamo se c’è l’espressione di una forma di disagio maggiore. Se rileviamo qualche fatica nella regolazione delle emozioni, che non si risolve da sola nonostante la vicinanza dei genitori, può essere utile chiedere il sostegno di un esperto dell’età evolutiva (pediatra, pedagogista della scuola, psicologo dell’età evolutiva).

Articolo a cura della Dott.ssa Silvia Rapa [ Odontoiatra, Specialista in Ortognatodonzia dello Studio Ortodontico Cocconi di Parma ] e della Dott.ssa Marina Zanotta [ Psicologa dell’età evolutiva, responsabile dell’area materno-infantile dell’Associazione Alice Onlus ].

Se avete domande contattateci tramite il servizio “SOS for Kids” all’indirizzo silvia.rapa@parmakids.it.

Lo Studio Ortodontico Cocconi – Centro Face XP è a Parma, in Via Rocco Bormioli, 5/A (Euro Torri).

info e prenotazioni 0521.273682

2 pensieri su “Ciuccio e dito: quando salutare questi “amici” e perché?”

  1. Mi dispiace leggere questo articolo ma la competenza delle funzioni orali spetta al logopedista e non allo psicologo… che non ha competenza a 360° su questo ambito … il logopedista sa quando inviare allo psicologo ma non viceversa … segnaleremo anche questo

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