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Cameretta condivisa per i fratelli: spazio privato e di relazione

Cameretta condivisa tra fratelli/sorelle? Si può! La camera è un ambiente importante per la crescita di ogni bambino e bambina. La stanza deve modificarsi seguendo lo sviluppo fisico e psicologico dei più piccoli. Quando un unico ambiente, nato per essere intimo e privato, deve essere coabitato da fratelli è giusto prestare più attenzione all’organizzazione e alla progettazione dello spazio. Ce ne parla in questo articolo la nostra esperta di progettazione e arredamento, l’architetto Lucia Terenziani!

Organizzare la camera per fratelli/sorelle significa prevedere le esigenze di ciascuno degli abitanti tentando di evitare conflitti: ci potranno essere attività contemporanee come, per esempio, potrà succedere che uno abbia bisogno di studiare e l’altro di giocare. Uno voglia leggere o riposare, l’altro voglia ascoltare la musica. Se sono vicini di età le esigenze possono combaciare, ma se sono maschio e femmina o in fasi di vita diverse tutto può complicarsi. Come conciliare esigenze diverse? Privacy o condivisione? Inoltre, ognuno ha i propri gusti: tutti, anche i piccoli, desiderano un ambiente che li rappresenti.

Non è necessario avere camere enormi per individuare spazi adeguati a ciascuno degli occupanti. Bisogna garantire angoli privati e potendo anche luoghi condivisi, senza dimenticare funzioni precise in base all’età, dando regole basilari di reciproco rispetto degli spazi di ciascuno e un po’ di organizzazione.

Per prima cosa devono essere strutturate delle postazioni “private” dove:

  • dormire: ogni bambino deve avere il suo lettino, separato dai fratelli. Utile pensare ad un arredo di separazione, o disporre i letti in parti diverse della stanza (soprattutto se hanno esigenze diverse di età o sono maschio e femmina). Se la camera è piccola può essere valida una soluzione a castello, facendo attenzione che il posto sotto abbia una certa privacy, magari con una sponda, evitando di essere colonizzato da chiunque entri nella stanza.
    Sconsigliati i letti a “scomparsa”: ogni bambino deve avere la possibilità di coricarsi quando e come vuole (soluzioni di questo tipo possono tornare utili invece per ospitare un amichetto/a o un momento di condivisione tra fratelli).
  • ordinare/giocare/studiare: la camera non è solo zona “privata” per il riposo: per ognuno degli occupanti è necessario prevedere delle mensole, un guardaroba con ripiani o cassetti divisi, comodino, libreria per giochi o libri, una scrivania per scrivere/disegnare e poi studiare. Crescendo la zona gioco dovrà essere separate quella studio.

Assolte le funzioni da inserire in ciascun angolo privato, è necessario differenziare gli ambienti di ciascuno, puntando sui dettagli. Come detto, ognuno ha personali preferenze: decidere con ciascuno dei propri figli, se non ancora troppo piccoli, il colore della parete o come caratterizzare le parti della stanza, con tessuti e complementi, è un valido strumento per rendere il loro ambiente più piacevole e confortevole. Il trucco è coinvolgere i bambini nell’ideazione del proprio “territorio”.

Per creare un’occasione di condivisione tra i più giovani della famiglia che si trovano a condividere una stanza, utile sarebbe ritagliare nella camera una zona comune ai fratelli/sorelle, oppure accordarsi sul tipo di passaggio tra le due zone della stanza “personali”. La zona comune può essere allestita in una parte della camera, semplicemente con un’area dove giocare insieme o, crescendo, organizzando un piccolo salottino dove ospitare gli amici.

Come creare, infine, il “confine” in caso di una stanza per due/tre? Le soluzioni possono essere molteplici: a volte non se ne sente la necessità, altre invece si sceglie una tenda, un arredo (libreria) o una porzione di parete, oppure si decide per una separazione netta con divisorio, anche in cartongesso, e una porta (se la superficie lo consente). In queste ripartizioni è comunque sempre importante garantire luce equivalente in tutte le zone create.

La progettazione della stanza tra fratelli può essere sia un’occasione per i figli per esprimere la propria individualità che un esercizio di dialogo tra fratelli, creando un luogo fisico per momenti di condivisione e relazione serena limitando litigi e incomprensioni.

Lucia Terenziani

per consulenze personalizzate contattare la mail: lucia.terenziani@parmakids.it

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