Il vero tormentone estivo? I compiti per le vacanze, che fanno sudare freddo genitori e figli anche con quaranta gradi all’ombra. Allora ecco qualche consiglio per affrontarli al meglio!
Regola numero 1: finita la scuola, ci vuole un periodo di dolce far niente, che serve ai bambini per riposarsi e riprendere contatto con se stessi, per cui si dovrebbe lasciare almeno tutto il mese di giugno al completo relax.
Alla fine della scuola i bambini hanno bisogno di riposarsi ma, arrivati all’inizio di luglio, bisogna organizzarsi per non trovarsi in “panico da compiti delle vacanze” nei primi giorni di settembre. Alcuni bambini (ahimè, pochi!) affrontano i compiti delle vacanze come un gioco, un’attività divertente e stimolante da svolgere nei caldi pomeriggi estivi. La maggior parte dei bambini invece, non ne vuole sapere di fare i compiti, li affrontano controvoglia e trovano sempre mille scuse per “rimandare a domani” quello che non hanno voglia di fare oggi!
Ma i compiti delle vacanze servono davvero? Le vacanze non dovrebbero essere solo ed esclusivamente vacanze durante le quali rigenerarsi potendo rallentare i ritmi stressanti della scuola?
Come in tutte le questioni ci sono diverse opinioni: alcuni insegnanti ritengono che i compiti delle vacanze non servano assolutamente a nulla perché il bambino ha bisogno di “staccare completamente la spina” per ripartire a settembre pieno di energia. Altri pensano che se non si tiene allenata la mente questa in 3 mesi rischia di dimenticare tutto ciò che si è fatto a scuola.
Io, sono convinta che in maniera giusta, non eccessiva, i compiti delle vacanze aiutino i bambini a consolidare quanto appreso durante l’anno. Se vostro/a figlio/a non vuole proprio sentirli nominare, prima di perdere il sonno e la tranquillità di dovrebbe usare qualche piccolo accorgimento per riuscire a fargli/le svolgere i suoi “doveri” da scolaro/a. L’organizzazione è fondamentale per una buona riuscita del completamento di tutte le attività.
Ecco qualche consiglio:
- Suddividere i compiti delle vacanze in base ai giorni che restano. Prendete un calendario e, con l’aiuto dei bambini, scrivere su ogni giorno quante pagine di ogni materia dovranno essere fatte per non arrivare a settembre con “l’acqua alla gola”.
- Seguire da lontano: fare i compiti al posto loro rende il bambino insicuro e inconsapevole delle sue reali capacità. Non è necessario un controllo quotidiano ed assillante, basta effettuare una revisione insieme di quello che è stato fatto ameno una volta a settimana. È bene coinvolgere anche il padre in questa operazione, magari suddividendo le materie:
- Se possibile organizzare dei “gruppi di studio” con qualche amico/a. Può diventare divertente incontrarsi un’ora al giorno al fresco e fare i compiti insieme.
- Fate scegliere a lui/lei il momento in cui preferisce dedicarsi allo studio.
- Dedicate ai compiti al massimo 1 ora al giorno possibilmente in un luogo tranquillo e lontano da qualsiasi tipo di distrazione.
- E’ inutile continuare a dire: “Il tuo compagno è più avanti di te” o li ha già finiti: non serve a convincere il bambino a mettersi all’opera, ma solo a rendergli ancora più odioso l’impegno. Piuttosto, se è in ritardo, aiutatelo nella programmazione e a stabilire le priorità.
- Durante le vacanze, soprattutto quando tutta la famiglia è riunita, programma una o due settimane di sosta-compiti. E non costringeteli nemmeno a leggere un libro, se non ne ha voglia, magari leggetelo insieme o fatelo leggere per i fratelli/sorelle più piccoli. Li si può stimolare con altre attività alternative, come un museo o una passeggiata. È il momento giusto, insomma, per renderli curiosi verso ciò che li circonda. E questo vale più di qualsiasi ripasso.
L’estate è il momento migliore per imparare ad autogestirsi: i compiti dell’estate possono essere un’ottima occasione per sviluppare l’autonomia dei bambini.
A differenza dell’inverno, quando li obblighiamo ad incastrare gli esercizi di matematica tra l’appuntamento dal dentista e l’allenamento in piscina, l’estate offre solitamente un ampio spazio di tempo da decidere come gestire.
Suggerirei, quindi, di utilizzare queste lunghe settimane senza scuola e senza corsi, per sostenere i bambini nell’acquisizione di una competenza fondamentale: la capacità di gestire le proprie giornate, tenendo in equilibrio piaceri e fatiche.
Una competenza, questa, che i bambini potranno spendersi per tutta la vita! Buone vacanze a tutti!


