Associazione ParmaKids
Crescendo con Music Together - Parma

Milena Torelli, una vita per la musica con il sogno di insegnarla ai bambini!

Senza acqua non c’è vita, ci hanno sempre insegnato. E invece esistono altri elementi essenziali senza i quali non è possibile ci sia vita, seppure in senso figurato, come suggerisce Milena, per cui
“senza musica non è possibile ci sia vita”. Milena Torelli è un’insegnante di musica che lavora a Parma  con il metodo certificato Music Together che promuove e sviluppa la crescita dei bambini con l’aiuto dell’elemento musicale, e per lei vita e musica sono sinonimi. Abbiamo incontrato Milena e ci siamo fatte raccontare la sua esperienza di insegnante di musica !

Quando e come nasce la tua passione per la musica?
La prima esperienza è stata in parrocchia e con il catechismo, il mio parroco era appassionato di musica e ci ha insegnato a cantare per la messa. Ci preparava per recite, spettacoli e feste e questo mi ha sicuramente avvicinata alla musica, abituandomi anche al contatto con il pubblico, anche se le esibizioni a cui prendevo parta erano per un pubblico formato quasi esclusivamente da genitori. Per la parrocchia ho continuato come organista e mi sono appassionata alla musica barocca; in seguito ho studiato privatamente canto e – dagli 8 ai 12 anni – pianoforte per accompagnarmi e migliorare il canto.

Com’è proseguita?
Ho cantato in diversi cori, sia come corista che come solista e adesso dirigo un coro nella mia parrocchia e canto come solista in un ensemble barocco. Inoltre negli ultimi anni sto studiando chitarra per la mia attività con Music Together perché mi serve, appunto, per le lezioni e studio anche teoria musicale sempre per migliorare il canto.

Cos’è per te la musica?
È un parte integrante della mia vita, non c’è vita se non c’è musica, sia perché lo faccio per lavoro, sia perché nella mia vita l’elemento musicale è sempre presente, non succede mai che io viva una giornata senza musica, in questi rari casi “supplisco” con stereo o iPod.

Ti vedi meglio nel ruolo di ascoltatrice o cantante?
La vivo sicuramente di più come protagonista o coprotagonista, ma ascolto anche tanto: concerti, nuovi gruppi, seguo amici che suonano; essendo anche musicista preferisco farla, ma non da sola.

Come si inserisce l’elemento fisico nella musica?
Il nostro corpo è il primo degli strumenti musicali: se pensiamo semplicemente al battito delle mani e dei piedi, al portare il tempo, la musica e il movimento sono insiti in noi. Anche nei corsi usiamo
queste tecniche anche perché è molto importante sviluppare e allenare la coordinazione fin da piccoli. Per quanto riguarda il coinvolgimento del corpo, io non ho mai seguito un corso di danza o di ballo ma ho sempre avuto passione e sono sempre stata portata per il movimento, maggiormente per i ritmi più completi e coinvolgenti come i latino americani.

Da dove arriva l’idea di collegare la musica al settore educativo e della crescita?
Già all’età di 16-17 anni ho iniziato a dirigere il coro delle voci bianche della mia parrocchia e ho quindi capito l’importanza di questo elemento per i ragazzini: dà loro la possibilità di stare uniti, fare squadra, il gruppo unisce e allontana da eventuali periodi o situazioni di sbando. Se questo primo aspetto l’ho ereditato e l’ho portato avanti quasi per hobby, non avendo mai pensato al fatto che potesse diventare un vero lavoro, in seguito una mia amica, madre di una bimba piccola, mi ha inviata a seguire un corso a Bologna che utilizzava il metodo Music Together. Quando ho assistito alla prima lezione me ne sono innamorata subito, soprattutto per la capacità di coinvolgere profondamente non solo i bambini ma anche i genitori. Da qui è nata l’idea di riproporre anche a Parma il metodo: è così che  nel settembre 2010 ho aperto la prima scuola parmigiana che segue il metodo Music Together.

Hai incontrato un po’ di scetticismo o la proposta è stata accolta con entusiasmo fin da subito?
Sì all’inizio ho riscontrato un po’ di scetticismo, anche perché lavoriamo con bambini anche piccolissimi, 8-9 mesi, e quindi era naturale che mi chiedessero cosa potessero mai fare dei bambini
così piccoli; in realtà loro non fanno nulla, vengono semplicemente sottoposti a un ambiente musicalmente stimolante, anche perché in genere in famiglia il massimo che si fa per i bambini è
ascoltare un cd con canzoncine, non c’è una vera quotidianità della musica, cosa che in altre culture è la normalità. Comunque dopo la prima lezione, gratuita, i dubbi sono sempre stati tutti fugati!

Di chi ti avvali durante i corsi?
Fanno parte della squadra due mamme che dopo aver seguito le lezioni mi hanno chiesto di collaborare: una è già operativa, l’altra è in affiancamento, sono Federica Balvi e Barbara Pistillo. Poi c’è un’altra insegnante di musica professionista, Maria Diletta Buti, che ho conosciuto personalmente anni fa e poi c’è un maestro di chitarra, Paolo Martignon, che ha accettato dopo aver visto la validità del metodo. Infine c’è Maria Laura di Gennaro, anche lei insegnante di musica.

Se qualcuno ti chiedesse perché far entrare la musica nella propria vita che motivazione gli daresti?
Per i bambini la musica è importante, fin dalla prima infanzia, perché sviluppa l’attenzione e tutte le capacità del piccolo, non solo musicali. Per gli adulti la musica ha tantissimi aspetti positivi, sicuramente il piacere e il relax, quando si ascolta la musica che ci piace il nostro corpo produce ormoni e sostanze chimiche che ci fanno stare bene, può sembrare una cosa banale ma è importante. E poi la musica fa un po’ quello che nello sport fa la dopamina: ci carica. Al lato scientifico si aggiunge la componente umana: fare musica in gruppo aumenta il senso di famiglia, costruisce qualcosa e, in alcuni casi, riesce a creare un ambiente quasi elitario. Qui a Crescendo con Music Together c’è, per così dire, una regola, con alcuni genitori, fatta in maniera scherzosa: ciò che succede a Music Together resta dentro Music Together, perché molto spesso quando i genitori provano la musica si liberano completamente, stanno bene, si rilassano e si divertono, tutte cose che in altri contesti non riescono a fare perché si lasciano meno andare.

Cosa ti dà, dal lato umano, questo lavoro?
Tanta roba! Io svolgo anche un lavoro di ufficio, molto più ordinario e qualche volta stressante, le due ore al giorno che dedico a Music Together sono come una seduta di yoga, ne esco sorridente, ricaricata, piena di energia, solare e pacifica. Fare musica mi fa bene e questo coinvolgimento mi restituisce una carica molto forte e questo soprattutto per merito dei bambini che, essendo puri, mi danno una gioia incredibile, è davvero molto bello.

C’è un episodio particolarmente piacevole o divertente legato al tuo lavoro?
Prima di tutto mi ha dato la verità di veder nascere delle vere e proprie amicizie con alcune delle mamme che partecipano alle lezioni, una di queste mi ha chiesto di cantare al suo matrimonio prima in chiesa e poi alla festa e per me è stato come esibirmi in famiglia. Legato ai bambini c’è una cosa che mi fa sempre molto sorridere e mi rende felice, è quando le mamme mi raccontano che i bimbi, a casa, mettono i pupazzi o le bambole in cerchio e poi gli
dicono “io sono milly e adesso facciamo musica tutti insieme”.

Se vi abbiamo incuriosito con il metodo Music Together e volete provare una lezione dimostrativa gratuita, contattate Milena al numero 366.9527753 o via mail info@crescendoconmusictogether.it!
Per maggiori informazioni potete consultare il sito www.crescendoconmusictogether.it!
Buon divertimento con la musica!

Brunella Arena

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